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Ricominciare da zero, dimenticando i recenti attriti che avevano creato un clima da guerra fredda. Russia e Stati Uniti ci proveranno a Mosca, tra il sei e l’otto luglio, in occasione della prima visita del presidente Obama dal suo insediamento alla Casa Bianca.
Il capo del Cremlino Dmitry Medvedev, sul suo sito internet, si dice ottimista: “La nuova amministrazione americana guidata da Barack Obama sostiene di voler cambiare le cose e costruire rapporti nuovi, più efficaci, seri e moderni. Noi siamo pronti”.
Tra i tanti temi in agenda, gli analisti ritengono che Mosca e Washington potrebbero raggiungere un accordo quadro, per ridurre le rispettive testate nucleari. Prima però dovranno intendersi su altri fronti: “La Russia non è disposta a transigere su punti che non gradisce: come un allargamento a est della Nato che includa Georgia o Ucraina, questo Mosca non lo accetterebbe mai, e anche il progetto americano di uno scudo antimissile in Europa centrale”.
Rapporti meno contrastati: prima ancora che un’esigenza diplomatica è una richiesta dell’opinione pubblica. “I nostri rapporti devono cambiare, è il momento giusto, entrambe le parti devono cercare un compromesso e mettere da parte le loro diffidenze”.
In gioco ci sono gli assetti mondiali: dall’Iran alla minaccia nordcoreana, al terrorismo. Le due superpotenze devono dialogare, Medvedev e Obama non hanno scelta.
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