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All’indomani della schiacciante vittoria nelle elezioni bulgare, Boiko Borisov è alla ricerca di un partner per formare subito un governo. L’ex guardia del corpo diventato leader politico s’impegna a recuperare i fondi europei perduti per l’inaffidabilità del precedente esecutivo.
“Farò tutto il possibile per far tornare quelle risorse in Bulgaria – dice Borisov -. L’ufficio del procuratore deve lavorarci sopra, dovranno essere risolti tutti gli impedimenti del sistema giuridico, di modo che la Bulgaria non riceva più valutazioni negative da parte delle istituzioni europee”.
Il partito di centrodestra di Borisov ha ottenuto quasi il 40 per cento dei consensi nella consultazione di domenica, mentre i socialisti del premier uscente Stanichev hanno dimezzato i voti, scendendo sotto il 18 per cento.
Non ha invece raggiunto la soglia di sbarramento il partito dell’ex re Simeone II. L’ex sovrano, che è stato capo del governo dal 2001 al 2005, ha rassegnato le dimissioni. Un membro del suo partito, viceministro del governo uscente, è stato fermato dalla polizia con l’accusa di voto di scambio.
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