
Si aggrava la crisi nello Xinjiang. Torna a Pechino il presidente cinese Hu Jintao.
08/07/09 07:24 CET
Scontri
mondo
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E’ ormai guerra etnica in Cina nella regione dello Xinjiang. A causa dell’aggravarsi delle violenze, il presidente Hu Jintao lascia l’Italia dove avrebbe dovuto partecipare al vertice del G8 e torna in tutta fretta a Pechino.
Dopo un’altra giornata di scontri e tensioni a Urumqi, capitale dello Xinjiang regna ora una calma apparente. Le autorità hanno imposto il coprifuoco, strade pattugliate dalle forze armate speciali della polizia con elicotteri che sorvolano la Piazza centrale. Ieri a scendere in strada sono stati i cinesi dell’etnia dominante Han. Erano migliaia, moltissimi giovani, armati di bastoni e spranghe di ferro in cerca di vendetta contro i musulmani Uighuri, ritenuti responsabili del massacro di domenica scorsa.
Le violenze tra le due etnie e la repressione delle forze dell’ordine hanno provocato finora 156 morti , oltre mille feriti e piu’ di 1500 persone arrestate.
Unione Europea e Nazioni Unite hanno espresso forte preoccupazione per quanto sta accadendo lanciando un appello per una risoluzione pacifica e per la fine immediate delle ostilità.
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