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Crisi economica, Iran e clima nell’agenda di ieri del G8. Tra gli impegni presi, la lotta ai paradisi fiscali e le misure per il rimpatrio dei capitali, il cosiddetto scudo fiscale. Tiepida la dichiarazione comune sull’Iran: i capi di Stato e di Governo hanno affermato la volontà di negoziare sul nucleare ma non hanno preso nessuna posizione ufficiale invece sulle contestate elezioni.
Sul fronte del clima decisa la riduzione del 50% delle emissioni di gas serra entro il 2050 e dell’80% di quelli emessi dai paesi industrializzati, per limitare il riscaldamento globale a 2 gradi centigradi. Un risultato a metà: non aderiranno infatti India e Cina, mentre la Russia, che pure ha sottoscritto la dichiarazione, ha fatto sapere di considerare i limiti inaccettabili.
Continuano intanto le proteste delle associazioni ambientaliste. Ieri un gruppo di attivisti ha improvvisato uno spogliarello per il clima in piazza di Spagna a Roma. Nuove azioni di protesta anche nelle centrali italiane. Questa mattina, dopo il blitz degli attivisti a Civitavecchia, salgono a cinque quelle occupate.
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tags: Clima, Italia, Vertice del G8
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