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E’ durato sei mesi l’incubo di Eugenio Vagni, l’operatore della croce rossa internazionale rapito nellle Filippine dai ribelli islamici di Abu Sayyaf.
Vagni, finalmente libero, senza che sia stato necessario un blitz, ha riabbracciato tra la commozione la famiglia, una volta sbarcato a Manila.
“Mi ha dato molta forza – ha detto Eugenio Vagni – sapere che la mia famiglia mi stava aspettando. Mi ha permesso di impegnarmi per adattarmi ad ogni situazione. Lo devi fare, non hai altra scelta. E devi cercare di sopravvivere a tutto”.
Vagni, di 62 anni, era stato rapito sull’isola di Jolo insieme ad altri due operatori umanitari, rilasciati ad aprile. Le sue condizioni di salute sono discrete.
Per la sua liberazione, non sarebbe stato pagato alcun riscatto. Il gruppo islamico filippino ha comunque ottenuto in cambio il rilascio di due mogli e di alcuni figli di un importante capo di Abu Sayyaf.
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