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È la prima visita del premier iracheno Nuri al-Maliki alla Casa Bianca dall’insediamento di Barack Obama. E avviene tre settimane dopo il ritiro delle truppe Usa dalle città irachene. Ma il paese, anche se ha ritrovato la piena sovranità, non è ancora stabile come dovrebbe, per il presidente americano.
“L’Iraq – ha detto Obama – sarà un posto più sicuro e otterrà più risultati se tutti i cittadini avranno l’opportunità di crescere e prosperare, inclusi tutti i gruppi etnici e religiosi. Per questo l’America continua ad appoggiare gli sforzi che puntano a integrare tutti gli iracheni nel governo e nelle forze di sicurezza”.
I “risultati” cui si riferisce Obama sono gli investimenti stranieri, che al-Maliki sta cercando di portare in Iraq. Il timore delle violenze li sta tenendo lontani.
“Stiamo lavorando a una conferenza degli investitori da tenersi nell’ottobre di quest’anno – ha annunciato il primo ministro -. L’obiettivo è di far riunire tutti gli investitori stranieri e tutte le compagnie che vorrebbero lavorare in Iraq”.
L’ultima causa di tensione riguarda la disputa sulla regione petrolifera di Kirkuk, che il territorio semiautonomo del Kurdistan vorrebbe annettersi, contro il volere di Bagdad. Una disputa che secondo alcuni analisti potrebbe sfociare in un nuovo conflitto.
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tags: Diplomazia, Iraq, USA
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