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382 elicotteri e 34 mila uomini. Sono le forze che il governo di Taiwan ha messo in campo per portare soccorso alla popolazione colpita dal tifone Morakot.
Il bilancio finora è di più di cento morti e 62 feriti. Ieri circa mille persone, che erano rimaste bloccate dalle frane, sono state tratte in salvo e hanno potuto riabbracciare le loro famiglie.
Centinaia però risultano ancora disperse.
“Devono essere soccorse prima possibile, non possono aspettare. Se dovesse piovere ancora la montagna collasserebbe” dice la signora Yu che ha perso dei parenti.
Il presidente di Taiwan che ieri ha visitanto una delle zone colpite da Morakot è stato duramente contestato dai sopravvissuti che lamentavano l’inadeguatezza dei soccorsi. Ma Ying-jeou ha ribadito però che è stato e sarà fatto tutto il possibile, poi ha chiesto aiuto alla comunità internazionale.
Hanno perso la vita anche tre soccorritori che erano a bordo di un elicottero precipitato.
“Qualcuno ha detto che c’erano persone che gridavano aiuto – dice la mamma di una delle vittime – c‘è chi ha visto i rottami dell’elicottero, ma nessuno ha dato l’allarme perché intervenissero i soccorsi”.
Il tifone ha fatto anche 22 vittime nelle Filippine e otto in Cina.
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tags: Disastro naturale, Inondazione, Taiwan
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