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Le prospettive per un ritorno alla crescita nel breve periodo appaiono buone. E’ bastata questa affermazione del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke per rilanciare l’ottimismo sullo stato di salute dell’economia mondiale, nel pieno della più grave crisi dalla Grande Depressione.
All’annuale seminario dei governatori delle banche centrali a Jackson Hole, nel Wyoming, sono stati snocciolati dati promettenti, come quelli sul mercato immobiliare statunitense: le vendite di case sono riprese a un ritmo costante, grazie anche alla caduta dei prezzi.
“Le affermazioni di Bernanke – dice un’analista -erano certamente prevedibili e rappresentano senza dubbio la base della politica della Fed. Questo significa che ci sono segni di ripresa, miglioramento dell’economia e che siamo sul punto di uscire dalla crisi”.
Wall Street subito reagito bene, con rialzi generalizzati. I governatori hanno comunque sottolineato che i privati e le imprese incontrano ancora grandi difficoltà nell’ottenere prestiti dalle banche. Gli effetti della crisi non sono dunque finiti.
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