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Per il secondo giorno consecutivo Urumqui è stata teatro di violenti scontri. La polizia ha disperso con gas lacrimogeni una folla di migliaia di manifestanti cinesi che si erano radunati nella capitale dello Xinjiang per chiedere maggiore sicurezza, dopo avere denunciato una serie di attacchi che sarebbero stati condotti con siringhe da gruppi di uiguri. Gli incidenti si sono verificati nel cuore della città, non lontano dai luoghi dove ieri si era assistito a scene simili, con lanci di bottiglie alle forze dell’ordine e grida contro il governo locale.
Lo Xinjang è abitato in maggioranza da uiguri, musulmani turcofoni, mentre nella capitale risiedono in prevalenza cinesi di etnia Han, giunti negli ultimi decenni in quella che è la più grande regione della Cina. I dimostranti hanno portato la loro rabbia anche davanti agli uffici del governo locale, al quale chiedono con forza di dimettersi. Gli scontri di inizio luglio tra uiguri e cinesi Han hanno causato circa duecento morti.
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