
Ritrovata una nave affondata nel mare calabrese, si teme contenga rifiuti tossici
13/09/09 18:37 CET
Ambiente
mondo
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Il sospetto è che possa essere carica di scorie tossiche e nucleari, la nave mercantile individuata dai robot sottomarini a cinquecento metri di profondità al largo delle coste calabresi.
La nave si trova nella zona che un pentito di ndrangheta, Francesco Fonti, aveva indicato nel 2006, svelando l’esistenza di una rete clandestina per lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e nucleari.
Le autorità regionali chiedono ora che si facciano tutte le verifiche necessarie.
“Vogliamo sapere cosa ci sia nel carico di questa nave, se vi sia qualcosa di tossico, e dove si trovano le altre navi, visto che i pentiti parlano di diversi casi del genere”.
Fonti, infatti, ammette di aver fatto parte di un gruppo di mafiosi incaricato di far affondare, usando cariche esplosive, ben tre navi cariche di scorie tossiche e radioattive.
Secondo alcuni quotidiani, potrebbe trattarsi delle navi che alla fine degli anni 80 furono utilizzate in Libano per una operazione di recupero di rifiuti tossici, con la supervisione del governo e i fondi della cooperazione. Ufficialmente, alcune di queste navi risultano rottamate nel 1992.
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