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Parziale e non veritiero. Cosi Israele e Hamas considerano il rapporto dell’Onu sull’operazione “Piombo fuso”. Secondo l’inchiesta, affidata al magistrato Richard Goldstone, entrambe le parti avrebbero commesso crimini di guerra (e forse anche crimini contro l’umanità) durante l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza dello scorso inverno. Non si sarebbero, infatti, preoccupate di tutelare la popolazione civile.

“I tentativi di Israele di chiarire le presunte violazioni del diritto internazionale – spiega Goldstone – sono stati timidi. Dall’altro lato, le autorità di Gaza non hanno per niente investigato sugli illegittimi attacchi a suon di missili e colpi di mortaio sul Sud di Israele”.

Nel testo, lungo quasi 600 pagine e redatto da quattro esperti giuridici internazionali, viene condannato anche l’uso di armi non convenzionali da parte israeliana, come le bombe al fosforo bianco. E il blocco dei rifornimenti nei confronti della popolazione della Striscia.

“La commissione era davvero una farsa” commenta Yigal Palmor, portavoce del Ministero degli Esteri israeliano. “Non si è sforzata di cercare la verità”.

Anche per Hamas il rapporto è parziale, perché – ha affermato un suo dirigente – mette sullo stesso piano chi commette crimini di guerra e chi resiste.

Il magistrato Goldstone ha chiesto che l’inchiesta sia trasmessa alla Corte Penale Internazionale dell’Aja.

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tags: Gaza, Medio Oriente, Nazioni unite