Nel mirino della commissione europea i servizi finanziari: informazione incompleta a volte incomprensibile. Perché le banche sono cosi approssimative riguardo ai diritti dei consumatori?
In un rapporto recente Bruxelles fa un ritratto tutt’altro che elogioso del sistema bancario europeo dopo aver passato al setaccio i servizi in 224 istituti di credito.
Risultato tariffe difficili a comprendere al punto che gli esperti incaricati dell’inchiesta, per 66% delle banche studiate, hanno dovuto chiedere ulteriori informazioni.
Altra constatazione: le spese di gestione di un conto corrente variano da un paese all’altro: dai 27 euro in Bulgaria ai 253 euro per i correntisti italiani.
Il commissario alla protezione dei consumatori invita pertanto gli istituti di credito a faare un po’ di ordine senza indugio e ne approfitta per ricordare i principi di base della relazione cliente-banca come sono definiti e garantiti dal diritto comunitario.
“Le banche commerciali deludono le aspettative dei loro clienti . Abbiamo ampie prove di violazioni dei principi fondamentali in materia di consumi, violazioni che vanno da una struttura complessa dei prezzi a oneri nascosti e a informazioni poco chiare e incomplete”.
Nel 2007 e nel 2008 solo il 9% degli europei ha cambiato banca.
Infine il rapporto sottolinea un altro difetto: la mancanza di fiducia dei consigli in tema di investimenti. In causa la formazione insufficiente del personale bancario, ma anche il rischio del conflitto d’interessi. E’ l’effetto che certi consiglieri percepiscano una commissione per vendere certi prodotti.
Per saperne di più un numero verde è a vostra disposizione
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tags: Banche, Tutela del consumatore, Unione europea
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