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All’inizio non ci credeva. La scrittrice tedesca di origine rumena Herta Müller è stata la prima a sorprendersi quando ha saputo di aver vinto il Nobel per la letteratura: “Non ci credo ancora, lo so che l’ho vinto ma non ci credo ancora, ancora non mi è entrato in testa”.
Questa la motivazione del premio: ha descritto la realtà dei diseredati con la forza della poesia e la franchezza della prosa. I diseredati in questione sono gli oppressi dalla dittatura di Nicolae Ceaucescu:
“Scrivo come una persona che ha vissuto per più di trent’anni sotto a una dittatura. E questa dittatura è crollata tre anni dopo che mi avevano costretto ad andarmene. Circostanza che ancora mi riempie di gioia”.
Müller è nata nel 1953 a questa casa di Nitzydorf, paese di 1500 abitanti nell’ovest della Romania. In quanto intellettuale e esponente della minoranza germanofona, la scrittrice ha subito discriminazioni e censure, decidendo, nell’87, di emigrare in Germania. Oggi il governo tedesco esprime la propria soddisfazione:
“A pochi giorni dal ventennale della caduta del muro – ha detto Angela Merkel – è un segnale meraviglioso il fatto che una scrittrice di tale levatura e con questo tipo di esperienza di vita venga onorata con il premio Nobel per la letteratura”.
Fra i libri più importanti di Müller, “Il paese delle prugne verdi”, il romanzo uscito nel ’94 e tradotto in italiano l’anno scorso, racconta la storia di quattro amici perseguitati dalla polizia politica a causa delle loro idee.
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tags: Germania, Letteratura, Premio Nobel
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