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A sinistra sullo schermo Tony Blair, a destra, Jean Claude Juncker. L’ex primo ministro britannico e l’attuale premier lussemburghese si ritrovano di fatto a correre per la stessa poltrona, quella della nuova carica di presidente dell’Unione europea. Junker ha detto in un’intervista di essere interessato alla carica che si renderà disponibile una volta entrato in vigore il Trattato di Lisbona. A due giorni dal vertice dei capi di stato e di governo dell’Unione, si intensifica il totonomine e il nome del lussemburghese divide il campo e da un’alternativa agli anti-Blair. Anche se ufficialmente lo nega, Downing Street sta facendo campagna per promuovere Tony Blair, una mossa secondo alcuni giornali britannici tesa a tagliare l’erba da sotto ai piedi dei conservatori, probabili vincitori delle prossime elezioni: come essere euroscettici con un presidente British a Bruxelles? Ieri il ministro degli esteri David Miliband aveva espresso così il suo appoggio allêx premier:
“Il Trattato di Lisbona ci permetterà di giocare un ruolo di primo piano nel mondo. C‘è bisogno di una leadership forte per questo risultato”.
La possibile candidatura di Blair però, il quale non si è ancora pronunciato ufficialmente, è stata accolta con perplessità in diverse capitali europee. Ora hanno il loro candidato alternativo, Jean Claude Juncker.
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