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Dura reazione della Svizzera al blitz di ieri della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate in 76 filiali di banche elvetiche. Berna ha convocato l’ambasciatore italiano Giuseppe Deodato: il governo svizzero esige chiarimenti sulle perquizisioni. Per il ministro degli Interni elvetico Pasqual Couchepin si tratta di “un atto discriminatorio”, “una razzia” nei confronti delle banche svizzere.
Ma il direttore aggiunto dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi fa sapere che presto saranno perquisiti altri istituti di credito: “E’ la prima parte di un’operazione che continuerà con altre banche e fiduciarie. Nelle prossime settimane, non subito”
Obiettivo del blitz delle Fiamme Gialle: verificare se gli istituti di credito hanno rispettato la nuova norma segnalando al Fisco dati e movimenti di denaro dei propri clienti. Lo scudo fiscale ha fatto salire la tensione tra governo italiano e Confederazione elvetica. Per la Svizzera la posta in gioco è altissima: gli incentivi per gli evasori pentiti rischiano di traghettare in Italia parte dei 150 miliardi di euro custoditi nei caveau delle banche svizzere.
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