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Sono sul piede di guerra i sindacati tedeschi: alla Opel si minaccia lo sciopero per domani, a livello europeo. Il clima negli stabilimenti è teso.
E’ la reazione all’annuncio, martedi’ sera, che la casa madre, l’americana General Motors, non cederà la Opel alla canadese Magna, e questo dopo mesi di trattative. La motivazione è che il clima economico è migliorato in Europa, e che la Opel rappresenta in fin dei conti un interesse strategico per Gi Emme. Se la Opel Germania costituisce il 50% circa dei suoi addetti in Europa, e lo scontento è comprensibile, alla Vauxhall, sua equivalente britannica, il piano di ristrutturazione proposto da Magna non era mai piaciuto. Queste le reazioni stamane di alcuni operai della Opel di Rüsselsheim, nell’ovest della Germania: “Non riesco a capire la situazione adesso. Sono venuto al lavoro e ora non so piu’ se dipendo dalla Gi Emme o dalla Opel. Stiamo un po’ a vedere.” “E’ cosi’ deprimente. Non possiamo piu’ fare progetti, e non sappiamo per quanto andranno avanti le cose.” “Ci hanno imbrogliato. A questo punto dobbiamo lottare, non fare domande. Facciamo come fanno i francesi: fuori le armi, e fuoco!” A est, in un altro dei quattro stabilimenti Opel in Germania, l’atmosfera è pesante, lo sconforto fa dire a una signora: “La politica è come una sgualdrina, ripeto, una sgualdrina. Una cosa simile non si era mai vista prima.” Ma in Germania il mondo della politica non intende stare a guardare.Copyright © 2009 euronews
tags: Crisi dell’industria automobilistica, General Motors, Opel
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