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L’insicurezza in Afghanistan e il lutto che l’ha colpito spingono l’Onu a riconsiderare la propria missione. Sarà evacuato temporaneamente tutto il personale “non essenziale”.

Otto giorni fa cinque suoi dipendenti morirono, assieme a due poliziotti afghani, in un attacco dei taleban. Circa 600 non afghani, il 12 per cento del personale, andranno via, la maggior parte all’estero.

“La consideriamo una misura temporanea per trasferire una parte dello staff all’interno del Paese e un’altra parte al di fuori”, dice il portavoce Onu in Afghanistan Aleem Siddique. “Per assicurare la sistemazione ai dipendenti laddove possiamo fornire misure di sicurezze adeguate”.

La violenza in Afghanistan tocca i livelli più alti dall’inizio della guerra. L’uccisione, martedì, di cinque soldati britannici per mano di un poliziotto afghano, forse infiltrato dai taleban, solleva dubbi sull’impegno del Regno Unito che punta molto sull’addestramento di forze locali.

Alcuni deputati laburisti considerano interessante l’idea del presidente della commissione parlamentare britannica per l’intelligence Kim Howells, di ritirare a tappe le truppe e investire invece in attività di spionaggio.

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tags: Afghanistan, Nazioni unite