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Dilaga la protesta, in Germania, dopo la decisione della General Motors di non vendere più la Opel alla cordata austro-canadese-russa di Magna, con un conseguente taglio di migliaia di posti di lavoro.
Scioperi e manifestazioni si sono svolti nei 4 stabilimenti tedeschi della Opel, a cominciare da Russelsheim, che è anche la sede amministrativa dell’azienda automobilistica.
I vertici di General Motors si sono resi conto che Opel rappresenta una pedina importante sullo scacchiere europeo. Ma occorre una cura dimagrante: il numero dei dipendenti, in Europa, deve diminuire di 10 mila unità.
La metà di questi dipendenti lavora negli stabilimenti tedeschi. Altrove, come in Gran Bretagna e Spagna, la reazione dei lavoratori è stata contraria a quella dei tedeschi, con la speranza di salvare qualche unità produttiva che il progetto Magna intendeva sacrificare.
I vertici di General Motors hanno detto che se i lavoratori non accetteranno i tagli, si profila il rischio fallimento.
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tags: Automobili, General Motors, Opel
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