L'articolo richiesto è stato ritirato dall'archivio, la versione video non è più disponibile
Dilaga la protesta, in Germania, dopo la decisione della General Motors di non vendere più la Opel alla cordata austro-canadese-russa di Magna, con un conseguente taglio di migliaia di posti di lavoro. Scioperi e manifestazioni si sono svolti nei 4 stabilimenti tedeschi della Opel, a cominciare da Russelsheim, che è anche la sede amministrativa dell’azienda automobilistica. I vertici di General Motors si sono resi conto che Opel rappresenta una pedina importante sullo scacchiere europeo. Ma occorre una cura dimagrante: il numero dei dipendenti, in Europa, deve diminuire di 10 mila unità. La metà di questi dipendenti lavora negli stabilimenti tedeschi. Altrove, come in Gran Bretagna e Spagna, la reazione dei lavoratori è stata contraria a quella dei tedeschi, con la speranza di salvare qualche unità produttiva che il progetto Magna intendeva sacrificare. I vertici di General Motors hanno detto che se i lavoratori non accetteranno i tagli, si profila il rischio fallimento.
Copyright © 2009 euronews
tags: Automobili, General Motors, Opel
Principali notizie e breaking news


Berlusconi in ospedale fino a domani
Attacco suicida a Kabul
La Romania ha un presidente, Traian Basescu
Papandreou, deficit sotto 3% entro 2013
Turchia: premier Erdogan disapprova messa al…
Omaggio a Sakharov nel ventennale
Abu Dhabi in soccorso di Dubai
Evasori francesi, parla il personaggio chiave
La Russia riapre le forniture di gas…
Vittoria di Piñera in Cile: ballottaggio con Frei… 








