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Per Mahmoud Abbas non ci sarà una seconda presidenza. Il capo dell’Autorità nazionale palestinese non correrà per un altro mandato il 24 gennaio quando si terrano sia le legislative che le presidenziali.
Abbas lo ha riferito ai vertici dell’ Organizzazione per la liberazione della Palestina che tuttavia continua a considerarlo come il suo candidato, come spiega il suo coordinatore.
“Il comitato esecutivo all’unanimità”, dice Yasser Abed Rabbo, “ha respinto il possibile annuncio di Abbas di farsi da parte alle prossime presidenziali”.
Abbas avrebbe preso questa decisione perché deluso dallo stallo nei colloqui con Israele. L’Anp considera il blocco degli insediamenti una conditio sine qua non. Mentre il presidente statunitense Obama e il segretario di Stato Clinton di recente hanno fatto aperture a Israele su questo punto. Un fallimento per Hamas :
“Israeliani e statunitensi lo hanno abbandonato e trasformato in uno strumento per attuare le loro politiche”, afferma Sami Abu Zuhri, funzionario Hamas. “Abbas dovrebbe essere sincero con i palestinesi e ammettere che la scelta di una risoluzione pacifica è fallita”.
Abbas, eletto presidente nel gennaio del 2005, ha convocato le elezioni anche per spingere Hamas a firmare l’accordo di riconciliazione. In questo caso potrebbero essere rinviate a giugno. Il movimento radicale islamico uscì vittorioso dalle legislative del 2006.
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