
Bruxelles chiede a Pristina di chiudere una centrale a carbone molto inquinante
06/11/09 22:44 CET
Energia
mondo
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La Commissione Europea ha chiesto la chiusura di Kosovo A, la centrale a carbone che fornisce metà del fabbisogno elettrico della Repubblica balcanica autoproclamatasi indipendente nel 2008. L’impianto è talmente inquinante da aver costretto il quaranta per cento della popolazione della zona a trasferirsi altrove.
“E’ inutile piantare semi, tanto non cresce nulla, a causa della polvere e della cenere. Quando proviamo a coltivare qualcosa, non dura piu’ d’un paio di giorni. Prima non succedeva. Le mucche producono pochissimo latte e il veterinario dice che non dobbiamo berlo”, dice un abitante della zona.
La centrale, vecchia di 47 anni, ha in funzione tre delle cinque unità iniziali. La Commissione ne ha disposto la chiusura entro il 2017, anche se il Kosovo non è membro dell’Unione europea, in virtu’ di un trattato internazionale sull’energia.
“Kosovo A è un impianto estremamente inquinante, con livelli d’impatto ambientale centinaia di volte superiori agli standard ammissibili nell’Unione europea”.
Il governo di Pristina sta cercando di costruire una nuova centrale, ma non ha ancora trovato gli investitori esteri necessari. Il Kosovo rischia insomma di dovere importare, entro qualche anno, la totalità della sua energia.
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tags: Energia, Kosovo, Unione europea
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