L'articolo richiesto è stato ritirato dall'archivio, la versione video non è più disponibile
I dipendenti europei di Opel sul piede di guerra. Monta la protesta contro il dietrofront di General Motors sulla vendita a Magna. I 10.000 tagli alla controllata tedesca annunciati da Detroit destano allarme fra i lavoratori. Dopo le manifestazioni in Germania, la contestazione rischia di spostarsi in altri paesi.
Rabbia e delusione anche in Polonia, in Spagna e nello stabilimento belga di Anversa. Il ministro presidente del governo fiammingo Kris Peeters invoca una soluzione europea: “Lo abbiamo chiesto e richiesto, una seconda e una terza volta: la Germania, la Spagna e il nostro paese non vengano lasciati soli. La Commissione Europea prenda in mano la situazione e coordini le trattative con General Motors”.
Giudicato “inaccettabile” da Berlino, il voltafaccia del colosso di Detroit ha provocato anche la dura reazione di Mosca. Putin ha parlato di “atteggiamento sprezzante” e promesso che ne terrà conto per il futuro.
Copyright © 2009 euronews
tags: Automobili, General Motors, Opel
Principali notizie e breaking news


Russia, dove l’arte è nutrimento prima ancora…
Un sostenitore della Arroyo, forse, legato alla…
Pena ridotta per “Duch”, vittime e parenti…
Obama: “finire il lavoro” in Afghanistan, anche…
Al via i lavori della Commissione britannica per…
Fallito accordo con Koenigsegg, Saab a rischio…
Canada: ritirato un lotto di un vaccino…
Influenza A, paura del contagio al pellegrinaggio…
Barghouti possibile successore di Mahmud Abbas?
Retata contro il “vivaio” dell’ETA 








