euronews:
– Riccardo Ehrmann buongiorno, benvenuto su euronews. Fu lei che, il 9 novembre di 20 anni fa, durante la conferenza stampa del portavoce del governo della Repubblica Democratica Tedesca, pose la domanda decisiva sulla nuova legge sul diritto di espatrio, il diritto dei cittadini a viaggiare che avvio’ la caduta del Muro di Berlino. Recenti ricostruzioni giornalistiche sostengono che quella domanda fu probabilmente concordata o suggerita dal Partito Comunista. Come andarono realmente le cose?
Riccardo Ehrmann:
“No, assolutamente, smentisco che la domanda sia stata concordata. Prima di tutto vorrei premettere che non sono le domande che contano, sono le risposte. In questo caso la risposta ha cambiato il mondo e non credo che il regime comunista della Germania orientale avesse bisogno di una domanda suggerita per dare una risposta del genere”.
euronews:
– Durante quella conferenza stampa, è vero che altri giornalisti non sollevarono la questione sulla nuova legge sull’espatrio ma fu lei che ha insistito su questa questione?
Riccardo Ehrmann:
“Ero arrivato tardi alla conferenza stampa e percio’ mi ero dovuto sedere ai piedi del podio dell’oratore e da li’ dal primo momento avevo sollevato il braccio per chiedere la parola. Ma il signor Chabovski, cosi’ si chiamava il portavoce della RDT, cioè della Germania orientale, non fece caso e solo all’ultimo disse: vediamo cosa vuol sapere il nostro collega italiano e mi dette la parola. Io feci la domanda e in risposta alla domanda lui lesse l’annuncio che in pratica significava la caduta del Muro di Berlino. E’ una cosa che mi sorprende ancora dopo 20 anni, il fatto che tra tutti i presenti nella sala fui io il solo giornalista a comprendere il significato incredibile di quelle parole e fui io l’unico a correre fuori a telefonare all’Ansa a Roma con il flash “E’ crollato il Muro di Berlino”.
Pochi giorni dopo la caduta incontrai Willy Brandt, il famoso cancelliere considerato padre della Germania moderna, il quale quando gli fui presentato, mi abbraccio’ molto entusiasticamente e mi disse, in tedesco: “Kurze frage enorme wierkung” che significa “Piccola domanda, enorme effetto”.
euronews:
– La caduta del Muro ha provocato uno slancio ideale, in Europa e nel mondo. Cosa resta, 20 anni dopo, di quello slancio ideale?
Riccardo Ehrmann:
“Venti anni dopo la Germania fortunatamente è diventato un Paese unico, meraviglioso, come è oggi. Solo che ovviamente ci sono ancora delle piccole, forse non piccole, ci sono ancora dei difetti da migliorare. Infatti un operaio nella Germania est non guadagna lo stesso che un operaio della Germania ovest che fa lo stesso lavoro. Questo penso che siano cose che col passare spero di pochi mesi o pochi anni, scompariranno sicuramente”.
euronews:
Riccardo Ehrmann, grazie della sua testimonianza. Grazie.
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tags: 1989-2009, Anniversario, Germania
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